Gli obiettivi 2025 secondo il Comitato Tecnico Scientifico

Continua senza soste il lavoro del Comitato Tecnico Scientifico di Terra Mia, il gruppo di controllo e di studio In ambito metodologico e di orientamento ideologico e culturale. Il CTS, diretto da Giulia De Ferrari e di cui fanno parte Domenica Cantisani, Eleonora Canton, Chiara Montesano e Cristina Piazzo, ha delineato gli obiettivi per il 2025
Eccoli qui in breve:
- proseguire nella verifica dell’applicazione del modello di TERRA e sviluppare ancora gli item relativi alla dipendenza patologica e alla genitorialità, collegandoli con attività per lo sviluppo di skills specifiche;
- proseguire il coordinamento dell’équipe clinica dell’Area Minori, facendo emergere nuove proposte per il trattamento all’interno delle comunità terapeutiche;
- proporre una seconda edizione della formazione ECM sulle emergenze in età evolutivo con focus sull’antisocialità;
- mantenere il collegamento con l’équipe clinica dell’Area Dipendenze, facendo emergere nuove proposte di trattamento e per rendere omogenei gli interventi, con un focus specifico sulle dipendenze comportamentali;
- lavorare sulla realizzazione del progetto della nuova CRP “Il Mulino di Città” e del gruppo appartamento femminile 16-21 anni da mettere in rete con le altre strutture minori già presenti;
- sviluppare il nuovo progetto di un centro clinico dell’età evolutiva rivolto a pazienti privati con proposte di supporto psicologico e psicoterapia individuale e di gruppo per le nuove emergenze(dipendenze digitali, antisocialità, autolesionismo, breakdown psicotici e depressivi…);
- sviluppare il progetto di terapia mediante la realtà virtuale: partecipare a momenti di formazione e sviluppare app mirate, proporre un corso ECM specifico, avviare interventi nelle strutture adulti e minori e anche a pazienti privati e di supporto al coaching;
- collaborare con l’ufficio progettazione creando dei momenti strutturati di collegamento per rendere più uniforme e fluente l’avvio e lo sviluppo (anche concreto) dei progetti;
- portare avanti il programma formativo;
- mantenere un’attenzione specifica sull’ambito riabilitativo, stimolando il lavoro dei TRP presenti nelle strutture e proponendo dei modelli d’intervento specifici (come il social skill training, training abilità di coping, training prevenzione ricadute…).